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Fuoco grande | Cesare Pavese | Maratea

   
 
"Fuoco Grande"  
 
di Cesare Pavese e Bianca Garufi 
a cura di Mariarosa Masoero 
Torino, Einaudi 2003  pagg XLVI-80 
9 euro 
 
Maratea_Cesare_Pavese 
 
Il romanzo "Fuoco grande", scritto nei primi mesi del 1946 a capitoli alterni da Cesare Pavese e Bianca Garufi e rimasto incompiuto all'undicesimo capitolo, fu ritrovato postumo tra le carte di Pavese. 
L'edizione princeps uscì nel 1959 da Einaudi per volontà di Italo Calvino.  
Il titolo scelto da Pavese era "Viaggio nel sangue", poi mutato in "Fuoco Grande" dall'editore, prendendo spunto da una frase della serva Catina, che usa un modo di dire della parlata siculo-calabrese per indicare situazioni difficili. 
Ciascun capitolo mostra, alternativamente, il punto di vista di Giovanni e di Silvia, i due protagonisti di una vicenda assai cupa ed aspra, che si svolge per lo più a Maratea, paese d'origine della ragazza. 
 
La trama 
Silvia, una giovane che ormai vive e lavora in città, riceve un telegramma e deve partire improvvisamente per la sua terra d'origine, Maratea
Nel viaggio si fa accompagnare da Giovanni, col quale ha una relazione. 
Sarà un viaggio in un Sud profondo, legato ad usanze ancestrali e dalla mentalità arretrata, che porterà Silvia a ripercorrere il suo passato oscuro e Giovanni a scoprire un devastante segreto familiare, tenuto sino ad allora accuratamente celato da Silvia stessa. 
Motivo ufficiale del ritorno di Silvia a casa è infatti la grave malattia e poi la morte di Giustino, un ragazzo di tredici anni creduto da tutti suo fratellastro, nato dal secondo matrimonio della madre con l'avvocato, un notabile locale. 
In realtà Giustino è figlio di Silvia e del patrigno, è stato concepito quando lei aveva solo tredici anni e le è stato poi strappato via dalla madre. 
La ragazza ha lasciato il paese subito dopo il fatto, è passata attraverso altre violenze e altre storie ed ora Giovanni si troverà, gradualmente, a scoprire questa realtà familiare oscura, un vero segreto che ha cambiato radicalmente la vita e il carattere di Silvia. 
 
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gli Autori: 
 
Cesare Pavese (Santo Stefano Belbo 1908- Torino 1950) scrittore italiano. All'attività di romanziere e poeta affiancò quella di saggista e traduttore e fu tra i fondatori della casa editrice Einaudi. Prima direttore della rivista Cultura e assiduo traduttore di autori americani, è stato poi l'anima della Casa editrice Einaudi nei suoi primi 17 anni di storia, sia come redattore che come autore. 
Tutte le sue opere sono state pubblicate da Einaudi e vengono continuamente ristampate. 
 
la vita 
A S.Stefano Belbo dove è nato il padre, cancelliere di tribunale a Torino, ha un piccolo podere che per tutta l'infanzia sarà per lo scrittore la sede delle sue vacanze estive, sempre ricordata nei suoi scritti.  
Pavese si rivela un ragazzo timido, amante dei libri, della natura e sempre pronto ad isolarsi dagli altri, a nascondersi, a inseguire farfalle e uccelli, a sondare il mistero dei boschi. 
Si laurea a Torino, con una tesi sulla poesia di Walt Withman. 
Insegna saltuariamente in vari istituti medi statali, ma, poiché non è iscritto al partito fascista, deve ripiegare sugli istituti privati. 
Nel 1933 comincia a lavorare, insieme a Carlo Levi, Massimo Mila, Leone Ginzburg e altri, alla casa editrice Einaudi, ma nel 1935 viene arrestato perché coinvolto in attività antifasciste.  
Condannato al confino a Brancaleone, in Calabria, vi resta fino al Marzo del '36.  
Inizia intanto a registrare un diario "Il mestiere di vivere" e al ritorno dal confino sfiora il suicidio perchè la donna da lui amata si era sposata. 
In seguito scrive: "Lavorare stanca", "Paesi tuoi" "Feria d'agosto". 
Dopo la caduta del fascismo si rifugia con la famiglia nel Monferrato e continua la sua produzione con " Dialoghi con Leucò", "Verrà la morte e avrà i tuoi occhi", "Il compagno" (premio Salento 1938), "Prima che il gallo canti", "La bella estate", "La luna e i falò".  
Nello 1949 vince il Premio Strega con il volume "La bella estate". 
Il 27 Agosto 1950 muore suicida in una camera al secondo piano dell'hôtel Roma a Torino lasciando solo un'annotazione, sulla prima pagina dei "Dialoghi con Leucò", sul comodino della stanza «Perdono tutti e a tutti chiedo perdono...». 
Bianca Garufi (Roma 1918) scrittrice d'origine siciliana. A vent'anni scrive le prime poesie cui seguono molte altre, raccolte in "Se non la vita. Poesie anni 1938-1991”. Ha scritto il poema "La spirale e la sfera"; il suo primo romanzo, inedito, s'intitola "Libro postumo"; ne "Il fossile" (1962) porta a termine la vicenda dei protagonisti di "Fuoco grande". L'ultimo suo romanzo s'intitola "Rosa Cardinale" (1968). 
Nella Roma occupata dai nazisti la Garufi partecipa alla Resistenza, nel 1945 lavora come segretaria nella sede romana della casa editrice Einaudi e qui incontra Pavese. 
Intensa la sua attività di traduttrice dal francese, importanti dagli anni Sessanta i suoi viaggi e soggiorni a Parigi, New York,Estremo Oriente. 
Dagli anni Settanta si è dedicata all'attività di psicoterapeuta junghiana ed ha scritto saggi sulla psicoanalisi junghiana. 
 
 
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aggiornato  il 5/1/2011
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