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Maratea
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Ingeborg Bachmann | Tre sentieri per il lago | Maratea |
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"Tre sentieri per il lago"
di Ingeborg Bachmann
Adelphi Editore - 1994 - pag. 237
"I racconti di Tre sentieri per il lago... sono una delle grandi raccolte narrative del nostro secolo. Senza saperlo e volerlo, la Bachmann si allontanò un poco da se stessa: cancellò o sfumò l'ossessione in cui aveva vissuto; e l'ultimo racconto, che dà il titolo alla raccolta italiana, è in qualche modo una riconciliazione con la figura paterna e con l'Austria materna, sebbene l'incontro e l'addio siano così dolorosi" (Pietro Citati).
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Ingeborg Bachmann iniziò giovanissima, con una raccolta di poesie , toccando da subito le vette della lirica moderna e innescando da subito la sua fama. Negli ultimi anni della sua vita, interrotta tragicamente nel 1973, si dedicò alla prosa, con un importante romanzo di cui rimane la prima parte, Malina, e pochi , ma lunghi altri capitoli; in parallelo scrisse cinque storie di donne, che andarono a costituire il suo ultimo libro il cui titolo , "Tre sentieri per il lago" riprende quello del racconto finale, il più lungo e articolato. Una traduttrice simultanea; una ragazza giovane e pigra, che ama soprattutto dormire e andare dal parrucchiere; Miranda, che vorrebbe proteggersi dal mondo con la sua miopia; una vecchia signora che vice abbandonata da suo figlio, illustre psichiatra; una grande fotografa, che torna per qualche giorno nella città di suo padre della sua infanzia: sono queste le disparate figure intorno a cui ruotano i cinque racconti. I loro mondi hanno qualcosa in comune: Vienna, città dolce e crudele, che lascia un'impronta indelebile. E tutte patiscono una dolorante, insanabile solitudine, tutte tentano con testardaggine di celare la paura di chi si sente franare addosso la vita, qualcosa le perseguita... Nessuna vuole confessare il proprio segreto, e tutte cercano disperatamente di sopravvivere, pur inutilmente tra le molte realtà che incombono su di loro, come le diverse lingue nella mente della traduttrice, le voci del passato nella testa della celebre fotografa mentre segue i «sentieri per il lago», come il latrato dei cani, infine, tortura la vecchia ignorata e abbandonata. Nello stile della Bachmann, arioso e preciso, nel suo sguardo penetrante, che non vuole risparmiarsi nulla, sentiamo agire la grande eredità di limpidezza e lucidità che appartiene ai suoi maestri viennesi: innanzitutto Musil e Roth (e l'omaggio a Roth è qui evidente nel racconto più lungo, dove il protagonista maschile è un ultimo rappresentante dei Trotta, la famiglia di cui conosciamo la saga attraverso La Marcia di Radeizky e La Cripta dei Cappuccini).
Il suo viaggio con l'amico Frankle da Roma a Maratea diventa invece per la traduttrice Nadia ( nel racconto "Simultaneo") il momento in cui , al cospetto della statua del Cristo si sdraia a terra con le braccia allargate, si crocifigge e si "distrugge" e riconosce, lei convinta femminista , la "realtà patriarcale".
Protetta da queste vivide ombre, la Bachmann è riuscita ad avvicinarsi con chiaroveggenza al centro oscuro e silenzioso della nebulosa femminile, a quell'intreccio strettissimo di vitalità e disperazione che qui si manifesta nei destini delle sue cinque «donne viennesi».
( testo tratto dalla copertina del libro riveduto e corretto dal redattore)
§ Libro suggerito da Bilulibri
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"Tre sentieri per il lago"
cinque racconti:
Simultaneo
Problemi problemi
Occhi felici
Il latrato
Tre sentieri per il lago
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Ingeborg Bachmann | Tre sentieri per il lago | Maratea
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aggiornato il 5/1/2011
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