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Capi Briganti | Carmine Crocco | Antonio Franco
La Storia di due capi briganti: Carmine Donatelli detto Crocco e Antonio Franco , il lupo del Pollino.
Carmine Crocco, soprannominato Donatelli, nacque a Rionero in Vulture (PZ) il 5 giugno 1830, da Francesco e Rosa Gerarda Santomauro. Condannato per omicidio, si diede alla macchia e fu uno dei capi banda più temuti. Gli viene attribuita la frase "...comincia qua e adesso la rivoluzione delle pezze al culo..." che sembra sia stata detta il 7 Aprile 1961 presso il castello di Lagopesole dove iniziò a fare proseliti per le sue imprese. Dal 1860 al 1865 operò contro le truppe regolari italiane a fianco delle bande borboniche del Borjes, come "generale di Francesco II". Nel 1865 si rifugiò nel territorio dello Stato Pontificio, ma presto fu catturato. Al processo a suo carico, presso la Corte d'Assise di Potenza, il Procuratore Generale Camillo Borelli, imputò al guerrigliero i seguenti reati: 67 omicidi consumati; 7 omicidi mancati; 12 grassazioni; 20 estorsioni; 15 incendii di case e altri minori. La sentenza di morte, emessa l'11 settembre 1872, fu tuttavia commutata nei lavori forzati a vita. Assegnato al bagno penale di Santo Stefano, Crocco fu successivamente trasferito in quello di Portolongone dove si spense, il 28 giugno 1905, all'età di 75 anni. La sua figura è al centro di una bellissima rappresentazione teatrale, unica al mondo perchè si svolge all'interno di un grandissimo parco nel territorio del comune di Brindisi di Montagna, più volte a settimana nel periodo primavera-estate . ( per info >>>).
Antonio Franco si potrebbe oggi definire il Robin Hood del Pollino , perchè aiutava anche economicamente i poveri contadini della zona. Fu uno dei più formidabili guerriglieri antiunitari; operò lungo il fiume Sinni, sui monti del Sirino e del Pollino, arrivando a spingersi fino a Sapri (SA). Il 27 Novembre del 1865 fu catturato a Lagonegro (PZ) mentre riposava insieme al suo stato maggiore e condotto a Potenza dove prima fu fotografato e subito dopo fucilato in piazza. Nel frattempo il grosso della squadra, rimasta accampata nei boschi, invade Lagonegro e fa strage del presidio piemontese rimasto sguarnito. Dal libro "BRIGANTI & PARTIGIANI" - a cura di: Barone, Ciano, Pagano, Romano - Edizione Campania- Bella: "... in Calabria Antonio Franco faceva il suo comodo, i suoi affari, i suoi sequestri, i suoi omicidi, sui monti del Sirino e del Pollino. Il suo nome è legato al nome della sua amante Serafina Ciminelli. Questa si unì al sanguinario e gigantesco capobanda, seguendolo ovunque e diffondendo il terrore nel territorio di Lagonegro, per i ricatti e gli assalti. Fra gli altri Franco aggredì il marchese Donnaperna ed altri personaggi del Senise, nonostante fossero scortati da guardie e carabinieri. Le donne furono derubate di ogni cosa, gli uomini furono trattenuti sul Pollino fino al pagamento del riscatto. Franco e Ciminelli tentarono di espatriare con passaporti falsi, ma nel dicembre 1865, dopo una terribile colluttazione, furono catturati a Lagonegro. Franco venne fucilato immediatamente, e Serafina fu condannata a 15 anni di lavori forzati..."
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Capi Briganti | Carmine Crocco | Antonio Franco
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aggiornato il 5/1/2011
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