ERA ROMANA A MARATEA



LE VILLAE DELL'ERA ROMANA

STORIA MARATEA


All’inizio del III secolo a.C. il villaggio su Capo la Timpa venne definitivamente abbandonato. 
Non conosciamo esattamente il successivo modello d’insediamento, ma gli archeologi presumono che nell’era romana il territorio di Maratea ospitasse un insediamento disgregato, con piccoli nuclei a cui si affiancavano le grandi villae marittimae patrizie. 

Una di queste villae è stata ritrovata presso la Secca di Castrocucco, dove reperti testimoniano anche la presenza di un impianto ittico. 


anfora romanamaratea
ANFORA ROMANA

Il Vicus nell'era romana

Il territorio doveva esser sottoposto alla guida di un vicus; sito forse nell’area dell’odierna frazione di Fiumicello-Santavenere, dove nel XIX secolo si potevano ancora vedere i ruderi di alcune antiche strutture descritti dallo studioso A. Lombardi, tra cui quelli di un tempietto che la tradizione popolare vuole dedicato a Venere per poi essere trasformato in sacello cristiano, e quindi all’origine del toponimo; oppure da una area politico-religiosa sulla cima del monte S. Biagio, dove sono stati riscontrati reperti di epoca romano-imperiale e luogo designato dalla tradizione come sito di un tempio dedicato alla dea Minerva. 

ANCORE & ANFORE

ceppo ancora maratea

La principale emergenza archeologica del periodo romano è, piuttosto che la costa o l’entroterra, la piccola isola di Santo Janni, nei cui fondali è stato ritrovato il più grande giacimento di ancore e anfore romane del Mediterraneo. 


Questi reperti, oggi esposti nella mostra perenne di archeologia subacquea presso Palazzo De Lieto, sono la testimonianza più diretta dell’importanza della Maratea romana, di cui ignoriamo il nome, nel panorama degli antichi commerci marittimi: le ancore furono lasciate sui fondali da navi che percorrevano rotte in tutto il Mediterraneo, da Roma alla Sicilia, dalla Spagna alle coste africane. 
 


continua in : Medioevo di Maratea