Annullo Speciale Villa Nitti Maratea Acquafredda

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A metà Ottocento un delitto - l’uccisione del patriota Costabile Carducci istigata da un ignobile prete reazionario - porta all’attenzione della cronaca per la prima volta il modesto primitivo casolare che inglobava un’antica torre di avvistamento, facendolo entrare nella piena luce della storia. Il catasto permette di seguire le vicende dei passaggi di proprietà, delle vendite all’asta, delle modifiche strutturali e d’uso, da abitazione comune a casermetta doganale e delle Guardie di Finanza fino alla trasformazione in villino da parte dell’ultimo acquirente prima di Nitti, Giovanni Marsicano, la cui vedova ed erede avrebbe venduto allo statista la proprietà, che ampliata con successivi acquisti di terreni limitrofi avrebbe assunto l’attuale configurazione residenziale. La ristrutturazione operata dall’architetto Vincenzo Rinaldo con un corpo di fabbrica nuovo avrebbe legato Nitti e la sua famiglia allo spirito del luogo. E Nitti volle aderirvi con una consacrazione simbolica del sito attraverso una iscrizione dedicatoria e propiziatrice di quiete operosa. I lunghi mesi di soggiorno tra il 1921 e il 1923, con la feconda attività intellettuale e saggistica, segneranno definitivamente la villa come luogo del pensiero. E tale resterà nel rimpianto dell’esilio, quando per Nitti sarà solo un gravame economico, sopportato nella speranza del ritorno in un’Italia libera e liberata.

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