Maratea 
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Prima intervista per conoscere Maratea

   
 
Tre interviste per conoscere Maratea-1 
 
di Raffaella Faggella  
per gentile concessione di  www.graffinrete.it 
 
1) Maratea, turismo sostenibile e natura 
Intervista col Sindaco di Maratea, architetto F. Ambrosio 
 
 
R. Faggella Tutti i media hanno diffuso la notizia che Maratea avrebbe perso la bandiera blu per la stagione turistica 2005. Ha costituito questo un limite nelle presenze turistiche della stagione?  
F. Ambrosio Io Credo certamente che la bandiera blu sia un riconoscimento ambito da tutte le amministrazioni. Maratea ha perduto quest’anno tale riconoscimento per il semplice fatto che non era stata raggiunta la quantità minima, richiesta per legge, per la raccolta dei rifiuti solidi in maniera selettiva e guidata, nel senso che, come Lei sa, i rifiuti solidi urbani sono tanti, però, poi c’è la raccolta differenziata. In tale raccolta noi siamo riusciti a raggiungere il limite del 10% come Maratea, non durante la mia amministrazione, in quanto sono stato proclamato sindaco il cinque aprile del 2005 quando i giochi erano fatti. Poiché nel 2004 non è stato raggiunto il 10%, solo per questo motivo Maratea non ha potuto usufruire anche quest’anno della bandiera blu. 
R.F. È certo che la difesa ambientale costituisce uno dei punti di forza per la salvaguardia e la conservazione dei risultati turistici fin qui ottenuti.Che cosa ha fatto e che cosa sta facendo l’attuale amministrazione?  
F.A. Noi ci stiamo spendendo per conseguire un risultato importantissimo che è quello della Pianificazione Urbanistica. L’amministrazione comunale di Maratea è già in Regione, dove ha stabilito di convocare una conferenza di pianificazione per l’approvazione del Piano Strutturale Comunale del regolamento urbanistico, nonché dei piani d’ambito del Programma Paesistico di Area Vasta: Maratea-Trecchina-Rivello. Noi crediamo che la difesa dell’ambiente giochi un ruolo fondamentale per qualificare le amministrazioni e le collettività che abbiano una crescita socio-economica corretta, le quali possono anche per questo puntare ad uno sviluppo sostenibile. 
R.F. Sicuramente la difesa della costa è un problema che coinvolge non soltanto i marateoti ma anche i paesi dell’interno, che scaricano liquami nei corsi d’acqua, e quelli della costa che molte volte affidano alle correnti i loro rifiuti. Ritiene che questo siano le ragioni che contribuiscono a mettere in discussione la difesa dell’ambiente e la pulizia del mare?  
F.A. Quello della pulizia del mare è un grosso problema. Noi siamo abbastanza vigili, nel senso che tutte le acque reflue di Maratea confluiscono in un depuratore che proprio per tutelare l’ambiente è stato realizzato in galleria, comportandoci dei costi notevoli. Malgrado ciò, spesso troviamo nel mare dei rifiuti. Ma questo non significa che l’acqua di Maratea non sia balenabile, come dimostrano tutti gli esami effettuati dall’ARPAB, che hanno sempre dato come risultato la balneabilità delle acque. Purtroppo spesso a tutti noi capita di rinvenire nel mare delle buste, alcune delle quali arrivano addirittura dalla Sicilia, giacché il gioco delle correnti marine genera malauguratamente questi risultati. In ogni caso, io ritengo che bisogna monitorare tutti i corsi d’acqua tenedoli sempre sotto controllo. ed in particolare il fiume Noce e il Bussento, i quali sono dei grossi bacini che portano nel nostro mare, nel mare del golfo di Policastro, oltre alle scorie alluvionali, anche residui che possono essere di tipo organico, buste di plastica e quant’altro. 
R.F. Maratea si distingue sicuramente dai centri vicini in quanto, anche se con sforzi, è riuscita a preservarsi dalla speculazione edilizia e dall’invasione di un turismo di massa, come ad esempio quello della vicina Calabria. Eppure, a mio avviso, qualche grossa violazione è stata fatta sia sulla costa che sul Monte, basti pensare al Pianeta Maratea. Quale è il Suo parere in merito? 
F.A. Io ritengo che, tutto sommato, Maratea sia riuscita a tutelare l’ambiente, anche se certamente si tratta di una tutela non perfetta. Proprio per questo dobbiamo ridefinire un ruolo più preciso della pianificazione urbanistica. Sicuramente ci sono degli episodi che non definirei propriamente di speculazione edilizia, ma piuttosto di “cattiva edilizia”. Purtroppo questi manufatti cui Lei fa riferimento sono stati realizzati legittimamente, nel senso che hanno ottenuto tutte le approvazioni previste per legge. Quando si parla di Pianeta Maratea, io dico che è un complesso che per fortuna non è stato realizzato sulla costa. Bisogna, quindi, dare atto alla lungimiranza dell’allora amministrazione guidata da Fernando Sisinni per aver preferito che queste costruzioni fossero realizzate in una zona a monte anziché nei pressi della costa. Infatti, in quel periodo si ipotizzava un insediamento proposto dalla SEMI in località Castrocucco, che avrebbe forse compromesso in maniera determinante l’ambiente, creando quelle stesse condizioni che ci sono nella vicina Ragione Calabria. 
R.F. È agevole per Lei amministrare Maratea avendo alle spalle sindaci quali i fratelli Sisinni: il primo dei quali è l’artefice principale di un’azione politica tesa ad impedire forti speculazioni su Maratea, il secondo, forse più provveduto dal punto di vista culturale, ma non in grado di ottenere risultati ottimali nella pratica amministrazione del comune. Quale è il Suo giudizio sull’operato di entrambi 
F.A. Io da qualche mese sto guidando un’amministrazione di centrosinistra, affinché Maratea risalga dalle posizioni, ormai non più di primo rilievo, che ha assunto nel panorama non solo nazionale ma anche dell’Italia meridionale. Devo riconoscere che è sempre stimolante il confronto con persone che hanno dimostrato intelligenza e capacità, mi riferisco soprattutto all’acume politico di Fernando Sisinni, il quale è stato sindaco della nostra città per ben undici anni, e che ha lasciato il segno per come ha gestito in quell’epoca il territorio di Maratea, ottenendo dei risultati come quello, come ho detto, di spostare la realizzazione di un complesso turistico a monte anziché sulla costa, che hanno differenziato poi Maratea dalle regioni limitrofe. Il professore Sisinni è stato sindaco solo per due anni, e le capacità che io gli riconosco sono soprattutto quelle mostrate come Direttore Generale del Ministero dei Beni Culturali, ufficio che ha avuto avvio con lui. Io credo che anche lui si è speso per la nostra città, tanto che la maggior parte delle chiese che sono state qui restaurate lo devono all’interessamento del Professore, il quale, però, dal punto di vista amministrativo forse non ha avuto quella capacità di mediazione che ad un politico spetta per garantire una buona amministrazione della città. 
R.F. Una delle caratteristiche peculiari di Maratea è quella di essere formata da un sistema integrato e complesso di borghi, territorialmente l’uno distante dall’altro. E’ questo un limite per chi, come Lei, amministra la cosa pubblica?  
F.A. E’ certamente difficile amministrare un comune che ha tanti borghi, tenga presente che solo i cimiteri che dobbiamo gestire sul territorio comunale sono cinque, quindi, i costi subiscono di necessità un incremento. Lo stesso vale per le strutture scolastiche che sono ugualmente disseminate nel territorio. Noi ci proponiamo, per quanto attiene alla scuola, di realizzare un unico complesso dove possano essere ospitate tutte le scuole elementari, anche perché in questo modo si favorisce già inizialmente un rapporto di immediatezza fra i diversi componenti della cittadinanza. Attualmente accade ancora che i ragazzi di Acquafredda siano attratti da Sapri, quelli di Castrocucco, nell’altro versante, da Praia. Noi vogliamo, invece, che si integrino e che concorrano tutti quanti a rendere ancora più armonica Maratea. In ogni caso, un segnale dell’importanza delle frazioni per il nostro comune ho voluto darlo mettendo sotto le finestre gli stendardi di tutti i borghi lungo la facciata del comune, volendo indicare con questo che Maratea non è solo costituita dal centro storico o dalla valle e dal porto, ma anche dall’insieme e da tutte le identità delle frazioni presenti nel territorio. 
R.F. Uno dei problemi più gravi di Maratea è quello della viabilità, particolarmente sentita nei mesi di maggiore frequenza di luglio ed agosto, aggravato da incendi e dalla caduta massi che spesso ostruiscono la statale S.S.18 che, essendo l’arteria più importante per raggiungere sia dall’interno che dall’esterno le spiagge, sopporta soprattutto d’estate tutto il peso del traffico. Un altro problema è quello della limitazione dei parcheggi nel centro storico e l’esosità di quelli situati in prossimità delle spiagge. Che cosa ha fatto l’amministrazione di Maratea per contribuire alla risoluzione di questi problemi?  
F.A. Io credo che il problema di importanza strutturale è innanzitutto quello della criticità della S.S.18, che è critico soprattutto per la caduta dei massi, favorita purtroppo anche dagli incendi di origine dolosa che vengono appiccati. Anche quest’anno a ferragosto abbiamo avuto un’interruzione della 18, però credo che sia merito di questa amministrazione, quella da me guidata, di aver risolto il problema in settantadue ore, laddove in altre circostanze la strada statale 18 era stata addirittura chiusa per mesi. Occorre riconoscere all’attuale amministrazione di aver saputo lavorare in sinergia, soprattutto con l’ANAS di Basilicata e con l’Ufficio della Protezione Civile della Regione, tant’è che, nonostante fossimo a ferragosto, il sedici mattina sono partiti da Trento i rocciatori che hanno provveduto a disgaggiare i massi che potevano creare pericolo per la pubblica incolumità. 
R.F. Quanto alla esiguità e al caro-parcheggi non mi pare si sia fatto molto.  
F.A. Certamente in questo momento c’è ancora una mancanza di posti auto, però, per il prossimo anno io conto di aprire il parcheggio interrato che è stato realizzato in località Fiumicello, e sicuramente completeremo sia il parcheggio di Sant’Elia sia quello in corso di ultimazione in località Piazza Europa. Per quanto attiene ai costi, non sono d’accordo che siano esosi perché posso garantirle che io il 19 luglio sono stato a Roma e ho parcheggiato l’auto in un parcheggio di Piazza San Giovanni e per cinque ore di sosta ho pagato venti euro. A Maratea di queste cifre non si parla affatto, soprattutto poi perché i residenti hanno riduzioni del cinquanta per cento sul costo del parcheggio. 
R.F. Ritiene che anche la presenza di oggetti d’arte e di archeologia possa costituire un richiamo per i turisti, oltre alle bellezze naturali? 
F.A. Certamente, questo è ovvio perché c’è un turismo che si muove su quelle che sono le valenze culturali. Sono lieto, a questo proposito, che il museo, dove sono esposti reperti archeologici di ogni epoca, sia stato inaugurato sotto la mia sindacatura,. Inoltre al secondo piano della stessa costruzione museale, su mia sollecitazione, sono esposte opere messeci a disposizione dal polo della cultura della Provincia di Potenza, soprattutto la mostra fotografica di Lacapra e tutte le immagini per il film di Salvatores Io non ho paura. 
R.F. La sua esperienza di architetto certamente Le insegna che vi è un rapporto necessario tra ambiente naturale e strutture architettoniche. Si è posto questo problema anche per Maratea e come ha inteso risolverlo?  
F.A. Se lo chiede a me come libero professionista, Le rispondo che io cercato sempre di produrre dei manufatti la cui qualità, a mio modo di vedere, s’inserisse bene nell’ambiente. E’ necessario, a mio parere, che una struttura architettonica non vada vista solo per le sue peculiarità, ma come essa debba legare con tutto ciò che gli è intorno. Credo, pertanto, che un tale rapporto sia imprescindibile e da tenere in considerazione. Come amministratore mi preoccuperò soprattutto che tutto ciò che verrà realizzato negli anni a seguire tenga conto del necessario rapporto, che non può assolutamente mancare, fra i manufatti che si vanno a realizzare e l’ambiente circostante. Io credo che noi, come amministratori, dobbiamo preoccuparci di difendere il sistema naturalistico-ambientale di cui Maratea gode e consentire gli interventi di trasformazione soltanto all’interno del sistema insediativo. Qui occorre puntare soprattutto al riuso dei manufatti già esistenti, in quanto tale procedimento consente di non gravare un territorio già ristretto di un ulteriore carico urbanistico.  
R.F. Non è più complesso e gravoso per gli utenti risanare vecchie costruzioni piuttosto che realizzarne di nuove?  
F.A. Non è difficile né oneroso recuperare non solo i materiali ma addirittura intere costruzioni. Esistono, infatti, nel centro antico tanti fabbricati che sono male o sottoutilizzati. Se andiamo a recuperare tutto ciò che esiste avremo svolto un lavoro fondamentale. Le porto innanzitutto l’esempio del Borgo Castello, dove è possibile recuperare una grande quantità di volumi di cui attualmente non si comprende la funzione. Può accadere a chi salga lassù di pensare che la panoramicità del posto può essere valorizzata anche dalla presenza di qualche rudere, dalle finestre rotte dalle quali uno scorcio della vista del mare potrebbe essere più suggestiva. Ma questa sensazione momentanea, secondo me, rimane fine a se stessa senza produrre risultati immediati e consistenti. A mio avviso, sarebbe più opportuno recuperare con un intervento di restauro conservativo e mirato quei manufatti per adibirli sia a residenze sia ad attività come quelle che potevano esservi all’inizio, che erano di tipo artigianale o commerciale. Dove non sia possibile il recupero totale di una costruzione antica, rimane pur sempre la possibilità di riutilizzare materiali quali la pietra o il coppo che è presente in abbondanza sui tetti dei fabbricati, o i vecchi pluviali in rame per la raccolta delle acque ancora intatti.  
R.F. Ritengo che il restauro di tali costruzioni non possa essere lasciato solo ai singoli proprietari, che probabilmente lo realizzerebbero senza regole precise.  
F.A. Le regole ci vogliono, e dove mancano andrebbero dettate. Ad esempio, gli intonaci da applicare sui muri non potrebbero essere se non a base di calce o, ancora meglio, si potrebbero lasciare a pietra-vista. 
R.F. Crede che il futuro di Maratea sia affidato solo alla conservazione delle caratteristiche locali, tradizioni, costumi, società, valori etnici o debba fare i conti anche con il mondo circostante, sia quello dei paesi interni della Basilicata, sia quello dei comuni della costa sia calabra che campana?  
F.A. Io credo che un paese non possa vivere solo della luce propria, ritengo invece che Maratea ha bisogno innanzitutto della Regione Basilicata così come la regione ha bisogno di Maratea, che rappresenta una forza sul Mediterraneo. Nello stesso tempo ho sempre sostenuto l’opportunità di vedere la nostra città come città territorio e non come una città chiusa su se stessa. Nel momento in cui io parlo di città territorio penso anche che questo territorio possa essere allargato addirittura alle regioni limitrofe. Se si riesce a fare un discorso più ampio che consenta anche di migliorare la qualità della vita e dell’offerta dei servizi ben venga. Il discorso legato al Progetto del golfo di Policastro è una cosa che mi attira, e credo che su queste cose ci dobbiamo spendere per vedere di risolvere, tutti insieme, quelle problematiche che ci accomunano, che altrimenti sarebbe difficile risolvere da soli. 
 
 
 
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aggiornato  il 15/1/2012
 
 
 
 
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