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S. Biagio di Sebaste | Maratea | Storia e leggenda |
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Maratea e S Biagio di Sebaste: la storia di un incontro
Biagio, medico di origine armena vissuto nel IV secolo, divenne vescovo della città di Sebaste dove operò numerosi miracoli. Arrestato dal preside Agricolao durante la persecuzione ordinata da Licinio, Biagio fu imprigionato, lungamente picchiato e sospeso ad un legno, dove con pettini di ferro gli fu scorticata la pelle e quindi lacerate le carni. Dopo un nuovo periodo di prigionia, Biagio fu gettato in un lago, dal quale uscì salvo, quindi per ordine dello stesso giudice, subì il martirio decapitato, insieme con due fanciull e dopo l'uccisione di sette donne,che erano state arrestate perché raccoglievano le gocce di sangue che scorrevano dal corpo dello stesso martire Biagio , durante il suo supplizio. Biagio è stato innalzato alla dignità di santo ed è invocato contro i mali di gola, perché durante la sua prigionia, guarì miracolosamente un ragazzo che aveva una lisca di pesce conficcata nella trachea. Alla morte corpo di Biagio viene deposto nella sua cattedrale a Sebaste, ma nel 732, mentre gli Arabi incalzano nella loro guerra di espansione religiosa, le sue spoglie vengono imbarcate da alcuni armeni alla volta di Roma. Secondo la tradizione, un’improvvisa tempesta costrinse la nave ad interrompere il viaggio nelle acque di Maratea presso l'isolotto di Santojanni.
I profughi pensarono che quella fosse la sede definitiva del santo (vedi San Biagio a Maratea).
La sua storia è giunta fino a noi attraverso il libro La Leggenda Aurea, scritta da Jacopo da Varagine intorno al 1260, che ebbe grande diffusione nel Medioevo
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aggiornato il 28/7/2010
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