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Madonna della Pietà

Il piccolo eremo della Madonna della Pietà si trova sulla dorsale del monte S. Biagio sovrastante la contrada Filocaio, dove si distingue per la sua colorazione bianco latte.


CHIESA pietà MARATEA
CHIESA MADONNA DELLA PIETA' FILOCAIO

Le opere d'arte della Chiesa

Altro emblema del monachesimo ascetico di epoca bizantina, è stato restaurato nel 1808 in stile barocco povero.

All’interno si trova un bassorilievo della Pietà del 1810.

Visita l'Eremo della Madonna della Pietà

Il percorso per raggiungere l'eremo , dai tornanti che portano al Castello di Maratea , ha un grado di difficoltà media.

Ciò nonostante se ne consiglia la visita solo con una guida locale.

Maratea
Eremo Madonna della Pietà

Pillole di storia e consigli per la visita

Gli antichi sentieri di Maratea collegavano la costa agli abitati più in alto e offrivano, lungo il tragitto, piccoli luoghi in cui fermarsi e pregare. A questa rete appartiene la Chiesa della Madonna della Pietà, un edificio dalle pareti bianche che sorge sopra Filocaio, sulle pendici del monte San Biagio.

Conosciuta anche come eremo, la chiesa viene associata alla presenza di monaci di tradizione bizantina, ma le numerose modifiche dell’edificio non permettono di stabilirne con certezza l’epoca di fondazione. Il portico rivolto a sud avrebbe potuto accogliere i religiosi durante gli spostamenti tra i monasteri: un’interpretazione coerente con la posizione del complesso, della quale manca però una conferma definitiva.

A raccontare una fase più riconoscibile della sua storia sono le date conservate negli arredi e nelle decorazioni. L’acquasantiera risale al 1808, un’epigrafe esterna al 1809, mentre lo stemma coronato sopra l’ingresso e la scultura della Pietà riportano il 1810. Una ceramica dipinta, inserita nell’edicola accanto all’entrata, reca invece la data 1814. Questi elementi testimoniano gli interventi che, all’inizio dell’Ottocento, contribuirono a definire l’aspetto della chiesa.

La cronologia dei lavori presenta alcune differenze nelle ricostruzioni disponibili. Le Parrocchie di Maratea indicano un ampliamento e un restauro nel 1810, attribuiti a Blasius Gennaro Satriani; lo studioso Luca Luongo segnala un rifacimento del 1828, promosso dal sacerdote Biagio Ginnari Satriani. È quindi più prudente ricondurre il rinnovamento dell’edificio ai primi decenni del XIX secolo, senza riunire tutti gli interventi sotto un’unica data.

All’interno, gli stucchi di gusto barocco accompagnano lo spazio raccolto dell’unica navata. L’immagine della Madonna della Pietà compare sia nella scultura marmorea collocata sopra l’altare, sia nella pittura a tempera che ne decora il fronte. Le due opere sono attribuite ad artisti meridionali dei quali non si conosce il nome. Sulla destra si trova l’acquasantiera, descritta nelle fonti come realizzata in salgemma e racchiusa da una cornice in stucco.

L’eremo costituisce una delle tappe del Sentiero degli Eremi, insieme alla Cappella di San Paolo. Il percorso segue un’antica mulattiera che metteva in comunicazione la costa prospiciente l’isola di Santo Janni con la parte alta della valle di Maratea, restituendo il legame tra questi luoghi di devozione e il paesaggio circostante.

Chi desidera percorrere il sentiero deve considerare la presenza di tratti esposti al sole e utilizzare scarpe adatte al cammino. L’eventuale visita all’interno della chiesa va organizzata verificando prima le possibilità di apertura.