Eremo della Madonna degli Ulivi
Il piccolo Eremo della Madonna degli Ulivi (o della Neve) si trova alle spalle della Basilica di S. Biagio, presso il parcheggio di sosta per la visita a Maratea Castello.
Questo eremo è una delle testimonianze dell’epoca paleo-cristiana di Maratea , periodo storico in cui la città fu frequentata, come tutto il Meridione, dal fenomeno del monachesimo bizantino, spesso impropriamente detto “basiliano”.

Le opere d'arte della Chiesa
La chiesetta è stata per lungo tempo abbandonata e dopo esser andata in rovina, il restauro dell’interno ha preservato alcuni pregevoli affreschi del XIV-XV secolo che decoravano l’unica navata, tra cui una S. Caterina d’Alessandria, posta a sinistra dell’abside, su di cui si vede un Cristo Pantocratore acefalo, in chiaro stile bizantino.
Al lato opposto si scorge una Madonna con Bambino ben conservata.
La chiesa deve la sua doppia intitolazione all’altare maggiore, scolpito in un’unica radice di ulivo, e alla statua lignea policroma della Madonna della Neve con Bambino, un tempo festeggiata dai marateoti il 5 agosto di ogni anno.
Visita la Madonna degli Ulivi
Lasciare l'auto nel Parcheggio della Madonna degli Ulivi ( inserire nel navigatore Parcheggio Madonna della Neve o degli ulivi) e proseguire a piedi.
Eremo della Madonna degli Ulivi
(o Chiesa della Madonna della Neve o dell'Aiuto)
Pillole di storia
Un altare ricavato da una radice d’ulivo e una festa celebrata il 5 agosto spiegano le due denominazioni con cui è conosciuto questo piccolo luogo di culto di Maratea: Madonna degli Ulivi e Madonna della Neve. La prima viene tradizionalmente collegata al legno utilizzato per l’altare; la seconda richiama la ricorrenza mariana estiva.
L’eremo occupa una posizione appartata alle spalle della Basilica di San Biagio, nello spazio compreso tra la sommità del monte e la roccia della Suda. Alla chiesa, rettangolare e a navata unica, si affiancano ambienti destinati all’abitazione e alla conservazione delle provviste: spazi che consentivano di vivere accanto al luogo di preghiera. Il passaggio di antiche vie nelle vicinanze ha suggerito anche un possibile utilizzo come punto di accoglienza per religiosi e viandanti, senza che questa funzione sia stata accertata.
Per ricostruirne il passato occorre distinguere le ipotesi dalle testimonianze d’archivio. Il legame con il monachesimo bizantino è comunemente proposto per spiegarne le origini, ma manca una data certa di fondazione. Tra i documenti individuati dallo studioso locale Luca Luongo, una visita episcopale del 1601 menziona la chiesa con un nome oggi poco conosciuto: Santa Maria la Laudabile. Più esplicito sul suo uso come romitorio è il Catasto del 1753, che registra le spese per il mantenimento e il vestiario di un eremita.
La vita di raccoglimento del luogo fu interrotta dalle vicende belliche del 1806. Secondo Luongo, durante l’assedio francese di Maratea il francescano Francesco Maimone, residente nell’eremo, venne ucciso per aver negato la propria collaborazione agli assedianti. Nei decenni successivi l’edificio attraversò fasi alterne di degrado e recupero. Il restauro concluso nel 1994 ne permise la riapertura al culto proprio il 5 agosto, giorno della Madonna della Neve.
La chiesa è anche una tappa del Cammino di San Biagio, che unisce luoghi di devozione e tratti nella natura. Dal centro storico di Maratea l’itinerario raggiunge le cappelle dei Cappuccini e la Chiesa di Sant’Antonio, prosegue verso la Madonna degli Ulivi e la Basilica di San Biagio, quindi ridiscende passando dalla Chiesa di San Vito fino alla Chiesa Madre.
Per organizzare la visita all’interno dell’eremo è consigliabile contattare la parrocchia e verificare le aperture. Il cammino presenta una difficoltà tra facile e media: per informazioni sul percorso e per affrontarlo con un accompagnatore, ci si può rivolgere agli operatori escursionistici locali.
