La seconda settimana di maggio
Maratea festeggia il santo protettore:
San Biagio. In realtà il calendario liturgico prevede che la memoria del vescovo armeno (IV sec.) ricorra il 3 febbraio, ma a maggio si fa risalire l'arrivo delle sue reliquie all'isola di
Santo Janni, trasportate dall'Oriente nell'VIII sec. in pieno conflitto iconoclastico. La festa si svolge intorno a due punti focali: la località
Capocasale (l'antica Maratea inferiore), che ospita la chiesa principale di
Santa Maria Maggiore, e la località
Castello (Maratea superiore). Qui nel santuario di
San Biagio si conservano di solito la statua del Santo e le reliquie, che invece durante questa settimana sono portati in processione per le strade del paese. In particolare, il giovedì si parte dal
Castello alla volta del centro storico. La statua, portata a turno sulle spalle dai membri di una congregazione dedicata a
San Biagio, lungo il percorso è interamente coperta di un mantello rosso porpora, colore del martirio e della dignità vescovile. Si tratta, però, del retaggio di un dissidio avvenuto nel 1871 tra il parroco di
Maratea superiore, da sempre custode delle reliquie del Santo, e quello di
Maratea inferiore, guida di una comunità all'epoca in continua crescita, che aveva anche prodotto la prima statua di
San Biagio, di legno e d'argento. La cerimonia, dunque, non si svolgeva in modo solenne: le reliquie, e poi la statua, di
San Biagio venivano accompagnate dal parroco del
Castello senza cotta. Questo rituale si ripete ancora oggi, nonostante i marateoti seguano ugualmente questo cammino con fede e partecipazione. Il mantello viene poi sfilato all'arrivo a destinazione con religiosa delicatezza da un membro della congregazione. La processione ripercorre un sentiero che gli antichi abitanti di
Maratea utilizzavano per raggiungere la
costa: si snoda, attraverso bassa macchia mediterranea, lungo il pendio del
Monte San Biagio, da cui è possibile godere di panorami mozzafiato. Durante il percorso è possibile incontrare fedeli che recitano una antico rosario, appositamente composto, ripetendo a cori alterni per cinquanta volte lo stesso ritornello, o altri che camminano scalzi per una grazia richiesta o ricevuta. A
Capocasale il Santo, dopo essere stato svestito del mantello, riceve dal sindaco di
Maratea le chiavi della città. La cerimonia si conclude nella
Chiesa di Santa Maria Maggiore. Il sabato è la volta della processione “per terra”: si attraversano le strade del paese e si benedice il mare dalla località
Pietra del Sole. La domenica si fa il cammino inverso rispetto a quello del giovedì:
San Biagio torna alla sua dimora ordinaria.