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Carmine | Maratea | Eremo | Chiesa
Chiesa della Madonna del Carmine
La chiesa patronale della frazione Massa di Maratea fu costruita per interramento della Società Operaia di Mutuo Soccorso, fondata nel 1881 con sede nella stessa frazione, una delle poche associazioni operaie della Basilicata. Fu consacrata il 16 luglio 1931 con la medesima intitolazione della primitiva cappella patronale, poco distante dalla chiesa, alla presenza del vescovo di Policastro mons. Pezzullo, dopo quattro anni di lavoro.
La facciata era in origine disegnata con due campane laterali al timpano, oggi invece presenta, nel centro, un orologio sottostante a delle piccole campane.
L’interno, a navata unica ritmato da arcate che fungono da piccole cappelle laterali, presenta una decorazione novecentesca che fa eco allo stile romano povero di fine XIX secolo. Notevole è il dipinto della Madonna del Carmine posto sopra l’entrata, così come la statua in cartapesta colorata di S. Michele Arcangelo. Sopra l’altare maggiore, in marmo bianco misto a marmi policromi, si trovano una copia dell’originale statua della Madonna del Carmine del 1932, conservata nella sagrestia, e due dipinti, uno raffigurante S. Biagio e l’altro S. Domenico di Gusman.
Eremo della Madonna degli Ulivi (o della Neve)
Il piccolo eremo si trova alle spalle della Basilica di S. Biagio, presso il parcheggio di sosta per la visita a Maratea Castello. Questo eremo è una delle testimonianze dell’epoca paleo-cristiana di Maratea , periodo storico in cui la città fu frequentata, come tutto il Meridione, dal fenomeno del monachesimo bizantino, spesso impropriamente detto “basiliano”.
La chiesetta è stata per lungo tempo abbandonata. Dopo esser andata in rovina, il restauro dell’interno ha preservato alcuni pregevoli affreschi del XIV-XV secolo che decoravano l’unica navata, tra cui una S. Caterina d’Alessandria, posta a sinistra dell’abside, su di cui si vede un Cristo Pantocratore acefalo, in chiaro stile bizantino. Al lato opposto si scorge una Madonna con Bambino ben conservata.
La chiesa deve la sua doppia intitolazione all’altare maggiore, scolpito in un’unica radice di ulivo, e alla statua lignea policroma della Madonna della Neve con Bambino, un tempo festeggiata dai marateoti il 5 agosto di ogni anno.
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aggiornato il 28/7/2010
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